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lunedì 25 luglio 2016

Il mondo cambia, è la ruota che gira.

Il quarto di secolo, forse anche per  egoismo, mi ha dato più  consapevolezza  di me stesso. Ho cominciato forse  troppo tardi a credere in me,   accorgendomi che in passato cambiavo sempre in relazione a chi avevo davanti mettendo  da parte il mio io  per dare piu importanza al  mio interlocutore, accrescendo smanie di protagonismo molto spesso infondate.
Ma il tempo cambia tutto e cambiamo anche noi ( per semicitare Vasco). E così  anch'io; i mesi passati lontano  mi hanno dato maggior  coscienza di un Io migliore, un Io a cui non piace sottomettersi, che non ha bisogno di assere alimentato da false parole e da falsi moralismi.
Mi hanno insegnato a diffidare da Cristiani che professano Amore per praticare Odio, di chi ti butta fumo negli occhi per nascondere le mani che ti schiaffeggiano. Ma ora ho smesso anche di diffidare, per lasciar spazio al confidare solo in me stesso e nelle mie gambe che finora hanno sostenuto pesi di cui potevo fare a meno, per accorgermi che quel che faccio  non è  poi da tutti, che non è  scontato.
Bastava un non nulla per far crollare i miei castelli, poche sillabe per lasciarmi sprofondare,ma mi sono  scoperto  superiore. Ora anch'io  credo  in me, e credo anche che malgrado tutti sia l'unica  cosa di cui abbia veramente bisogno.

mercoledì 20 luglio 2016

Sono un Codardo!

È  ufficiale, sono un codardo. Questa deve essere l'unico spiegazione,  non riesco a trovare altro motivo. Non esiste ragione per la quale ogni qualvolta che le cose diventano inportanti,  ogni volta che non so cosa mi aspetta,  ogni volta in cui mi spaventa fare quel che va fatto sento quel insano istinto  di acappare via, di correre  più  lontano possibile, sperando che per ogni passo  svanisca ogni problema, per ogni  metro guadagnato  non ci sia modo di raggiungermi. Fuggo da problemi, gioie , dolori  qualsiasi cosa che possa mettermi con i piedi per terra per darmi  quegli schiaffi che merito.  La mia mancanza di responsabilità  mi ha portato lontano, in un mondo pieno di paure e insicurezze nelle quali non riesco a ricordare nemmeno chi sono,  cosa voglio  ma soprattutto  dove  voglio  andare. Ma oggi faccio un passo indietro, inseguo i miei incubi , abbraccio le mie paure,  convinto che sia l'unico  modo per trovare buna strada nuova,  o almeno  l'unico modo per smettere  di vivere  nel terrore di me stesso.

venerdì 1 luglio 2016

Come mi descriverei?!

Come ti descriveresti?

Non è la prima volta che mi ritrovo davanti a questa domanda, e come ogni volta rispondo a caso senza pensarci. Forse perché non mi va o più semplicemente perché non lo so.
Allora mi sono chiesto come faccio a descrivermi, nessuno può descriversi senza specchiarsi e allora ho voluto che lo specchio in cui descrivermi fosse quello che dice di me la gente.
Qualcuno mi ha definito matto, irrequieto, energetico;
qualcuno mi ha definito pigro e svogliato;
qualcuno mi ha definito tranquillo e pensieroso;
qualcuno mi ha definito pagliaccio, ma nel senso buono (ha aggiunto);
qualcuno addirittura ha osato dandomi dell’artista, e di sicuro in quella frase il sarcasmo abbondava;
qualcuno mi ha dato del coglione, forse anche più di uno.

In tutta sincerità ora non ricordo se quel qualcuno era la stessa persona o sono solo una sintesi delle centinaia di persone che ho incontrato per la strada, ma di sicuro per ogni parola che mi son sentito dire, nessun di queste me la sono mai sentita veramente addosso, nessuna di esse sembrava riflettere il mio nome.

Anche se forse ho soltanto lo specchio rotto o forse so nascondermi bene, non solo a me stesso.