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martedì 27 agosto 2013

Ti va di scoprire l'america?

E all'improvviso scopri che di tutti i tipi di giornate, ne esiste qualcuna che ancora non conoscevi.
Quelle giornate così piene di emozioni che sembra quasi che sia passata una vita prima di arrivare a sera. Giornate  in grado di portarti fino a sfiorare le nuvole addirittura con il palmo della mano, al solo scopo di avere più possibiltà di colpirti con un fulmine al primo colpo, per vederti poi precipitare per ridere di te.
Giornate  stanche, felici, fastidiosamente divertenti . Giornate in cui fermarsi  vuol dire correre indietro, per ritrovarsi catapultati in ricordi strani, rimossi , ancora tuoi. Ricordi di cui puoi fare almeno, ma non riesci a stare senza. E allora cominci a fare avanti e indietro con il prima e il dopo, con l'adesso e quello che è stato , con ieri e Domani. Perché anche se ti sei fermato, sai che non c'è traguardo al'ombra del cipresso che rinfresca i piedi e il cuore che quei ricordi già li hanno vissuti. Con lo sguardo  allora cerchi di spiare cosa c'è dietro quella montagna che dovrai scalare; ma non si può. Per vedere cosa c'è oltre bisogna arrivare in cima e solo allora godersi il panorama. Per sentirsi in ogni giornata come Colombo davanti all'oceano prima di salpare, con sogni e speranze  frullate alla tristezza e rammarico di non essere già lì  e di non sapere quel che nasconde il futuro panorama. Quel misterioso panorama che affascina e spaventa; quel panorama che nessuno è mai riuscito ad immaginare; con il panorama che tutti sognano e solo i saggi vivono. Loro che di montagne ne hanno scalato a migliaia, loro che di oceani non ne hanno più salpati. Loro che sanno com'è bello non sapere già quel che ti aspetta. Frontiere nuove, forse diverse, o magari  una uguale all'altra . Ma poco importa , perché  anche se dietro ogni montagna ci sarà lo stesso albero sotto il quale riposare, sarai tu diverso, con un paio di scarpe nuove e con i cuore pieno di nuovi ricordi. Per fermarsi di nuovo riparati da quel cipresso, impaziente di vederti riposare mentre lasci andare ciò che  eri!

sabato 24 agosto 2013

Pensieri

Mi sono appena reso conto di essere un cane randagio. Si, uno di quei cani che apparentemente sembra appartenere a quel vicino sbadato che continua a lasciare la porta aperta, quando invece non è altro che un  piccolo dannato alla ricerca del proprio padrone, del proprio branco. Quel cane solo.
Difficile riuscire ad apprezzare la propria condizione di uomo felice quando sembra che tutto ti remi contro.Anche un piccolo granello di sabbia può sembrarti più grande di una montagna quando l'occhio in cui è incastrato è il tuo.  Perchè i problemi possono essere risolti, ma sta a chi osserva capire quanto realmente siano insormontabili... ognuno di noi ha le proprie montagne. E non conta quanto alte esse siano..  ma con quanta volontà riesci  a conquistare la cima.