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domenica 11 dicembre 2016

Il regalo perfetto.

Non capisco per quale motivo  più  passa il tempo e più  non comprendo la maggior parte della gente. Chissà  quanti altri hanno fatto riflessioni sull'argomento "apparenza", tanti. Ma guardandomi intorno non mi riesco a trattenere  dall'aggiungermi a questa lista. Voglio capire.

Viviamo in un' epoca dove per qualsiasi siano i tuoi  ideali , il tuo modo di essere o chiunque tu sia o faccia, esiste un solo ed unico mantra da seguire ed è  quello dettato dall'apparenza, dal saper vender malgrado i contenuti. Si è  passati da "L'occhio vuole la sua parte" a il "Date da mangiare agli occhi". Una società  sempre più  orientata al conformismo generale, sempre più  gregge su  qualsiasi cosa;  una società  in cui la forza  delle idee viene messa da parte per darle la possibilità  di  apparire.
Sarà  che forse solo ora me ne sono  reso conto, ma basta guardare un po più con occhio critico tutti quei selfie e non che vengono pubblicati per dubitare. Tutti  vestiti allo stesso modo, tutti omologati a quelli che sono gli standards dettati da chissa chi, tutti che sembrano essere  usciti dallo stesso negozio. Non importa più  che tipo di persona sei, per essere apprezzati  bisogna omologarsi. E non capisco.
Dato il clima natalizio, è  come se fossimo circondati da mille pacchetti natalizi , tutti uguali...beh non tutti. Tanti pacchetti con la stessa carta regalo , con lo stesso  fiocco. Ma il contenuto dei pacchetti cambia ed è difficile trovare il regalo perfetto. Qualche pacco è  vuoto, altri non contegono quello  che volevi,o forse si... e forse  il vero regalo perfetto è quello messo da parte , in quel pacchetto un po ammaccato e con il fiocco sgualcito che nessuno sceglie più.

domenica 11 settembre 2016

Domani era ieri.

Tempo.
In qualsiasi forma esso si trovi riesce sempre a prendere tutto me stesso. Il suo scorrere, passa, arriva e andando via porta tutto con se. 
Ognuno cerca di viverlo a modo suo; c'è chi tenta di anticiparlo,  chi di ritardarlo , chi lo osserva da fermo e  chi vorrebbe correre insieme a lui per sempre. Ma la cosa bella del Tempo è che lui fondamentalmente se ne infischia di tutti. Lui va, non ha direzione, lui è il Tempo. Non esiste presente passato o futuro, lui E', ed ognuno se lo vive come vuole.

Io affogo nel Tempo ogni qualvolta che qualcosa mi riporta al passato, perché poi diciamoci la verità, tutta la nostra  vita -a parte ora - è li che si trova.
Ma questa volta non è stata colpa delle mie di fotografie, troppo facile , quella ormai è una tecnica che uso a piacimento.
Questa volta  sono state la foto di chi conoscevo, o meglio , di chi tentavo di conoscere, di chi tentavo di portare nel mio passato senza pensare al futuro, di chi volevo vivere in quel presente.
Non so nemmeno come sia finito su quelle "pagine" che come spesso succede la mia mente mette da parte senza avvisare, non so neanche se volevo guardarle  ma me le sono ritrovate davanti, che fai non guardi?!

Sarà che io lo scorrere del tempo ormai nemmeno lo sento più( più colpa della mia instancabile immaturità), ma ritrovarmi davanti a foto di matrimoni e piccoli bebè uno schiaffo in faccia il Tempo me lo ha dato,non fortissimo, ma giusto quel tanto da farmi accorgere che stavamo in movimento; un po' come quando ti addormenti in macchina  ed ad una curva sbatti di testa vicino al finestrino e ti svegli accorgendoti che di strada ne è rimasta dietro.

Ora non è che di colpo voglia fare foto simili, per carità non ho ancora né la memory card né gli album per quelle foto e nemmeno ho intenzione di comprarne; però... Minchia! (NB: unica espressione esistente che possa realmente raffigurare il livello di stupore).

Così mi son ritrovato qua, come sempre , rintontito dal "risveglio " e come sempre con la voglia di tentare di capire il Tempo.
Ho tentato tante volte di dargli un volto, e questa sera , forse per l'estate finita, ma mi sono convinto che esso sia come un'onda e noi li sulla battigia ad osservarlo;
 il presente che viene a bagnarci i piedi o ad infrangersi contro di noi per portarsi indietro quel che riesce a prendere,tutto,niente anche solo qualcosa di piccolo.
E noi impotenti a tentare di pianificare la prossima onda che verrà,a pensare a quello che si è portato via guardando quel che ci è rimasto.
Per poi sbirciare ogni tanto  quello che ci circonda , e fantasticare su quel che poteva essere è lecito, stando attenti a non costruire troppi castelli perché la prossima onda potrebbe distruggerli.

lunedì 25 luglio 2016

Il mondo cambia, è la ruota che gira.

Il quarto di secolo, forse anche per  egoismo, mi ha dato più  consapevolezza  di me stesso. Ho cominciato forse  troppo tardi a credere in me,   accorgendomi che in passato cambiavo sempre in relazione a chi avevo davanti mettendo  da parte il mio io  per dare piu importanza al  mio interlocutore, accrescendo smanie di protagonismo molto spesso infondate.
Ma il tempo cambia tutto e cambiamo anche noi ( per semicitare Vasco). E così  anch'io; i mesi passati lontano  mi hanno dato maggior  coscienza di un Io migliore, un Io a cui non piace sottomettersi, che non ha bisogno di assere alimentato da false parole e da falsi moralismi.
Mi hanno insegnato a diffidare da Cristiani che professano Amore per praticare Odio, di chi ti butta fumo negli occhi per nascondere le mani che ti schiaffeggiano. Ma ora ho smesso anche di diffidare, per lasciar spazio al confidare solo in me stesso e nelle mie gambe che finora hanno sostenuto pesi di cui potevo fare a meno, per accorgermi che quel che faccio  non è  poi da tutti, che non è  scontato.
Bastava un non nulla per far crollare i miei castelli, poche sillabe per lasciarmi sprofondare,ma mi sono  scoperto  superiore. Ora anch'io  credo  in me, e credo anche che malgrado tutti sia l'unica  cosa di cui abbia veramente bisogno.

mercoledì 20 luglio 2016

Sono un Codardo!

È  ufficiale, sono un codardo. Questa deve essere l'unico spiegazione,  non riesco a trovare altro motivo. Non esiste ragione per la quale ogni qualvolta che le cose diventano inportanti,  ogni volta che non so cosa mi aspetta,  ogni volta in cui mi spaventa fare quel che va fatto sento quel insano istinto  di acappare via, di correre  più  lontano possibile, sperando che per ogni passo  svanisca ogni problema, per ogni  metro guadagnato  non ci sia modo di raggiungermi. Fuggo da problemi, gioie , dolori  qualsiasi cosa che possa mettermi con i piedi per terra per darmi  quegli schiaffi che merito.  La mia mancanza di responsabilità  mi ha portato lontano, in un mondo pieno di paure e insicurezze nelle quali non riesco a ricordare nemmeno chi sono,  cosa voglio  ma soprattutto  dove  voglio  andare. Ma oggi faccio un passo indietro, inseguo i miei incubi , abbraccio le mie paure,  convinto che sia l'unico  modo per trovare buna strada nuova,  o almeno  l'unico modo per smettere  di vivere  nel terrore di me stesso.

venerdì 1 luglio 2016

Come mi descriverei?!

Come ti descriveresti?

Non è la prima volta che mi ritrovo davanti a questa domanda, e come ogni volta rispondo a caso senza pensarci. Forse perché non mi va o più semplicemente perché non lo so.
Allora mi sono chiesto come faccio a descrivermi, nessuno può descriversi senza specchiarsi e allora ho voluto che lo specchio in cui descrivermi fosse quello che dice di me la gente.
Qualcuno mi ha definito matto, irrequieto, energetico;
qualcuno mi ha definito pigro e svogliato;
qualcuno mi ha definito tranquillo e pensieroso;
qualcuno mi ha definito pagliaccio, ma nel senso buono (ha aggiunto);
qualcuno addirittura ha osato dandomi dell’artista, e di sicuro in quella frase il sarcasmo abbondava;
qualcuno mi ha dato del coglione, forse anche più di uno.

In tutta sincerità ora non ricordo se quel qualcuno era la stessa persona o sono solo una sintesi delle centinaia di persone che ho incontrato per la strada, ma di sicuro per ogni parola che mi son sentito dire, nessun di queste me la sono mai sentita veramente addosso, nessuna di esse sembrava riflettere il mio nome.

Anche se forse ho soltanto lo specchio rotto o forse so nascondermi bene, non solo a me stesso.